Nell'aria si respirava un clima sempre più teso e festoso allo stesso tempo, l'atrio del palazzo reale era pieno di persone ansiose di vedere come sarebbe andato a finire il duello che di lì a poco si sarebbe svolto, mentre le imponenti colonne di pietra che sorreggevano l'altrettanto elevato soffitto guardavano tutto dall'alto, compreso Auxentios, il signore di Jiut, uno dei sistemi fiore all'occhiello di tutta l'Alleanza Oriana.
Lui stava lì, seduto sul suo trono di pietra, in cima a dalle scalinate su cui scendeva un tappeto rosso fuoco steso per l'occasione dall'altare per tutto il pavimento dell'atrio del palazzo fino al portone attraverso cui sarebbe dovuto entrare lo sfidante, il solo, oltre al signore stesso, a cui sarebbe stato permesso mettere piede e stendervici se avesse fallito.
Benché fossero tenuti a far silenzio, gli Oriani presenti nell'atrio non riuscivano a trattenersi dal mormorare l'un l'altro "chi vincerà?", "Riuscirà Auxentios a difendere il suo titolo ancora una volta?", persino i membri del consiglio di Jiut, scelti da lui stesso tra gli Oriani più saggi, che avrebbero dovuto dare il buon esempio, nonostante fossero posizionati alla sinistra del signore, così vicini a lui, non erano lungi dal mormorare tra di loro, tanto che Auxentios dovette volgere il capo verso di loro sbattendo per terra una volta la lancia dorata che teneva in pugno, facendo eco in tutto l'atrio del palazzo al suono del quale tutti si ammutolirono e lui, volgendo nuovamente il capo verso il portone del palazzo, accennò un sorriso.
Direttamente sopra al trono e alla testa del signore vi era una finestra rotonda, la cui luce cadeva in quel giorno parallelamente all'atrio del palazzo, illuminando man mano che passava il tempo, tutto il tappeto rosso, fino a che arrivò a toccare il portone, e fu in quel momento, in quella luce, che il portone cominciò lentamente ad aprirsi spinto dai soldati che erano fuori a fargli da guardia.
Quando il bagliore della luce si affievolì all'aprirsi del portone, tutti gli Oriani presenti nell'atrio reale ed il suo signore si voltarono potendo così scorgere la sagoma scura dello sfidante che si illumino quando entrò nella luce della finestra rotonda.
La sua armatura dorata, degna di un soldato Oriano che si rispetti, rifletteva la luce, nonostante non fosse più nuova, mettendo in bella mostra i segni della sua esperienza bellica.
Ma lo sfidante non era un soldato semplice, il suo mantello rossa e sua la criniera ancor più rossa presente sul suo elmo dorato, che nascondeva le sue fattezze, lo dimostrava, eh no, se fosse stato una banale recluta, non avrebbe camminato in quel modo, i suoi passi erano rumorosi ma decisi, il suo eco imponeva la sua autorità nell'atrio del palazzo, non era un Oriano troppo ambizioso, ma uno pronto a dimostrare d'avanti a tutti presenti la sua legittimità al trono di Jiut, ponendo finalmente fine al lungo regno di Auxentios.
Quando fu vicino abbastanza al suo signore, lo sfidante si tolse il suo elmo dorato rivelando così finalmente le sue fattezze agli spettatori presenti dell'atrio, ebbene anche nell'aspetto non era un Oriano come tutti gli altri, e la sua armatura vissuta ingannava l'immaginazione di chi ancora non lo conosceva, si dimostrava infatti essere molto giovane, più giovane del solito Oriano che aspira a diventare il signore del suo sistema.
Mentre i suoi lunghi e ondulati capelli biondi cadevano dal suo elmo, veniva rivelata anche la sua insolita carnagione, molto più scura di quanto gli Oriani puri fossero abituati, i suoi occhi verdi fissavano direttamente il suo signore e sfidante prima di pronunciare le seguenti parole:
"Io, Athan Gyldan, reclamo il mio diritto a regnare su questo sistema sfidando te, Auxentios Oris, per dimostrarlo ad Anax, nostro signore supremo, e tutti gli Oriani dell'Alleanza"
Con tonto deciso ed irremovibile, Athan pronunciò perfettamente la formula di rito che ogni Oriano che voglia reclamare il suo diritto a regnare deve pronunciare sin da quando fu forgiata l'Alleanza.
Ad Auxentios toccava rispondere pronunciando la formula di rito a seconda della sua scelta, avrebbe potuto pronunciare quella del rifiuto, cedendo così automaticamente il suo diritto a regnare al suo sfidante per poi vivere il resto della sua vita nel disonore, regalando una vittoria amara al suo avversario, o avrebbe potuto pronunciare quella d'accettazione, in cui accoglieva la sfida stabilendo le modalità del duello, ma Auxentios, non fece nulla di tutto ciò, si alzò di scatto in piedi e si limitò infatti a dire: "Era ora! Athan!" causando l'ilarità generale.
"Pensavi di vincere facendomi morire di vecchiaia?" Auxentios, il rispettato signore di Jiut, non era più giovane e forte come un tempo, lo dimostravano i segni sul suo volto e la sua chioma, si ancora lunga, ma non più bionda come un tempo, solo i suoi occhi azzurri avevano preservato il loro colore originario.
Alle parole pronunciate da Auxentios, Athan si guardò intorno aggrovigliando nello stupore le sopracciglia non sapendo come ci si aspettasse rispondesse, al ché Auxentios incalzò: "E' facile pronunciare una formuletta scritta su di una tavola, Athan, ma capirai che il regno di un sistema come questo, va ben al di là delle formule postulate da uno scriba migliaia di anni fa".
Al ché Athan si decise rispondendo: "Lo comprendo signore, io sono pronto a cominciare come preferisce".
"Bene" rispose Auxentios "L'armatura a quanto pare già ce l'hai, Io la lancia già ce l'ho in mano... come te la cavi con la lancia?"
"Ho esperienza con qualunque tipo arma"
"Benissimo!" incalzò subito Auxentios "Andiamo di ventagli allora".
I ventagli erano una tra le armi più esotiche conosciute tra tutti i domini Oriani, introdotta nell'immaginario collettivo comune da alcuni Oriani impuri provenienti da sistemi ora sotto il dominio della Repubblica Oriana, essendo per questo ritenute armi vili dagli Oriani dell'Alleanza, fu per questo motivo che la proposta di Auxentios colse tutti i presenti di sorpresa, soprattutto Athan che, naturalmente, non aveva affatto esperienza con i ventagli.
"Hai detto di di avere esperienza con qualunque tipo arma, i ventagli non saranno un problema no?" disse Auxentios sorridendo.
Athan fissò il suo avversario diritto negli occhi rispondendo: "No, Signore"
"Bravo!" rispose Auxentios, "Un vero Oriano non si tira mai indietro!" continuando: "Ma dovrebbe anche essere in grado di riconoscere un affermazione assurda, perbacco! I ventagli! Suvvia!" disse poi guardandosi intorno "Mi riferisco anche a voi qui presenti!".
Molti tra i presenti nell'atrio del palazzo reale sembravano apprezzare l'atteggiamento di Auxentios, ma non Athan, che si vedeva sminuire un atto a cui lui aveva dedicato tanta fatica, impegno, tempo e dedizione, e di questo Auxentios se ne accorse: "Hai ragione Athan, già ancora prima di cominciare ti dimostri più onorevole del sottoscritto, ebbene allora, Io, Auxentios Oris, accolgo la tua richiesta, Athan Gyldan, di dimostrare ad Anax, nostro signore supremo, e a tutti gli Oriani dell'Alleanza, se ti spetta davvero il diritto di regnare su questo sistema" disse pronunciando finalmente la sua formula "Passategli una lancia! Ed anche uno scudo" aggiunse, "Non voglio rischiare di infilzarti come un uccello".
Così due soldati dalle retrovie dell'atrio del palazzo reale si avvicinarono ad Athan portando rispettivamente uno Scudo ed una lancia d'oro, entrambi nuovi di zecca.
Prima di affermare le armi portategli dai soldati di palazzo, Athan indosso nuovamente l'elmo non prima di dire: "E sia".
Altri due soldati salirono le scalinate dell'altare regale per portare ad Auxentios rispettivamente uno scudo, anch'esso d'oro, ed un elmo, dorato e dotato anch'esso di una folta criniera rossa.
Auxentios indossò l'elmo ed impugnò le armi per poi accingersi a scendere goffamente le scale del suo altare fino a trovarsi allo stesso livello di Athan sul tappeto rosso, illuminato ancora dalla luce del sole che però svantaggiava Athan, visto che c'è l'aveva di fronte.
Entrambi i duellanti si misero in posizione lungo il tappeto, con lo scudo rotondo tenuto a metà corpo e la lancia appoggiata su di esso.
Sul soffitto dell'atrio del palazzo reale, direttamente sopra il trono e la finestra rotonda, vi era una grossa campana di rame, e, dopo esser stati fermi per un paio di secondi, Auxentios fece cenno a qualcuno dei membri del consiglio di suonare la campana, così uno di loro si avvicino alla corda e la tirò.
Al suono della campana amplificato dall'eco dell'atrio, Auxentios lanciò immediatamente verso Athan due raggi energetici attraverso la sua lancia, mirando per uno verso la testa e per l'altro verso le gambe.
Athan fu abbastanza veloce da schivare il primo e riuscì a deflettere il secondo con lo scudo, al ché cominciò a muoversi intorno ad Auxentios che però non stette fermo, muovendosi nella direzione opposta.
Così entrambi cominciarono a muoversi in cerchio mantenendo lo scudo al centro e la lancia su di esso.
Auxentios fece uno scatto improvviso verso Athan che rispose indietreggiando mentre lanciava questa volta lui due raggi energetici dalla sua lancia, uno fu deflesso dallo scudo di Auxentios, ma l'altro riusci a colpire il suo elmo riscaldandolo: "Questo era un errore mio", disse.
Al ché fece un salto verso Athan affondando la sua lancia che colpi però solo al criniera rossa facendo sussultare i presenti: "No, questa è sfortuna".
Athan continuò imperterrito a girare in cerchio, "Allora mi vuoi far morire davvero di vecchiaia" disse Auxentios.
Così Auxentios riprovò il suo colpo saltando verso Athan che questa volta invece di indietreggiare si mosse velocemente di lato riuscendo ad affondare la sua lancia nel fianco di Auxentios che non riuscì a trattenere il suo ghigno di dolore. "Ti ho dato praticamente una seconda chance" disse, "Ma non posso attaccare sempre io".
Ma Athan continuò a girare in tondo insieme ad Auxentios che ad un certo punto si fermò dicendo "Sai cosa, ora mi fermo qua, vediamo che fai".
Così Auxentios si ritrovo fermo a girare su se stesso mentre Athan gli girava intorno e dopo un po' anche lui provo a fare qualche affondo, che Auxentios riuscì a parare col suo scudo "E' questo il meglio che sai fare?" Ed Athan ricominciò a girare, "Sai Athan, fa caldo sotto questa armatura, vorrei ci muovessimo", Auxentios cominciò a sudare copiosamente, "Ho una certa età, questa armatura è pure pesante" disse cominciando pure ad affannare, parole che causarono sconcerto negli Oriani lì presenti.
Quando Athan provò a infliggere un nuovo affondo, colpì nuovamente lo scudo ma questa volta Auxentios non riuscì a tenere la sua presa su di esso facendolo cadere a terra, "Oh, mi hai disarmato" disse a bassa voce.
Impugnò la sua lancia con l'altra mano mettendosi in guarda da altri attacchi di Athan, ma dopo un po', ancora prima che Athan riuscisse ad approfittare del suo avversario senza scudo, Auxentios cadde in ginocchio posando il lato non appuntito della sua lancia sul pavimento per appoggiarvisi con le mani e tutto il suo corpo.
A questo punto era totalmente indifeso ed Athan si fermò, "Non mi sento molto bene..." disse Auxentios sospirando prima di cadere insieme alla sua lancia definitivamente a terra.
Athan all'inizio pensava si trattasse di una ignobile tattica per indurre il suo avversario nell'inganno, così si avvicino lentamente ad Auxentios sempre con lo scudo d'avanti e la lancia appoggiata su di esso, si avvicino al punto tale da riuscire a toccarlo con la sua punta.
A quel punto, Athan si abbasso per afferrare il polso Auxentios che non oppose resistenza, dopodiché, abbasso totalmente la sua guardia girandosi verso gli Oriani presenti nell'atrio del palazzo reale dicendo quasi a bassa voce "è... è morto...".
Nel silenzio totale che regnava nell'atrio, le sue timide parole suonavano forti come urla, fino a ché uno dei membri del consiglio non gridò per davvero "Impossibile! Auxentios non può esser caduto per un graffio al fianco! Athan ci ha ingannato tutti!", un altra voce invece urlava "Auxentios era vecchio è debole, Athan è il nuovo signore di Jiut!".
All'accendersi degli animi dei presenti, Athan affermo diretto al consiglio "Io, ho duellato come la nostra tradizione prevede, e questa adesso va rispettata, come Auxentios avrebbe voluto".
"Fandonie!" Rispose uno dei membri del consiglio "Sapevi Auxentios avrebbe scelto la lancia, hai avvelenato così la tua per assicurati la vittoria!".
A queste parole il clima nell'atrio del Palazzo si infiammo tra chi supportava Athan e chi il consiglio e così l'atrio del palazzo reale di trasformò in un vero e proprio campo di battaglia, che si sarebbe trasformato presto in una vera e propria guerra civile.
