Quella mattina il traffico di Salonicco sembrava essere del tutto fermo, non ci voleva un fisico per capire che arrivare arrivare alla banca dove lavorava Morgan in tempo passando per l'università era scientificamente impossibile, il che non era cosa da poco visto che il suo odiato superiore lo avrebbe sicuramente punito in qualche modo per questo, ma Morgan non poteva lasciarli, così si rassegnò all'idea di fare tardi al lavoro.
Se avessero avuto un auto per anche Gian sarebbe stato tutto più semplice, ma il problema era sempre quello, un auto nuova ma anche usata non costava esattamente cinque soldi, e il costo della benzina era in continuo aumento, "presto si fermerà e tornerà a scendere" dicevano, ma nessuno ci credeva.
Morgan non disse più niente ma Gian intuì la situazione: "Ci puoi lasciare al bivio, da li ce la faremo a piedi"
"a piedi?!" esclamo Antony,
"No dai ragazzi, I corsi sono più importanti" replico Morgan,
"Si ma a me cominciano alle otto, tu devi stare là tra cinque minuti"
"No Gian, non ce la faresti"
"Si se andiamo a passo spedito"
"A passo spedito?!" ancora Antony,
"Si ma con questo traffico faccio tardi comunque" ribatté Morgan,
"Se ci accompagnassi lo faresti ancora di più e conosco le conseguenze" insistette Gian con tono deciso,
"Ma..." Provò a controbattere Morgan prima di essere interrotto da suo figlio,
"E comunque ho già deciso, con questo traffico sarà facilissimo scendere dalla macchina senza che tu possa fare niente".
Non di rado Morgan tornava a casa stanco e frustato a causa delle angherie che subiva, in particolare dal suo Capo, ma senza lo stipendio che gli assicurava, non sarebbero riusciti andare avanti. Fin dalla nascita di suo figlio, Morgan aveva sempre cercato di tenere suo figlio lontano dai suoi problemi così come avevano fatto i suoi genitori prima di lui, ma ogni volta che lui prendeva iniziative del genere per aiutarlo, questo lo feriva facendolo sentire un padre fallito.